Stati Uniti Coast to Coast: il viaggio che ti spettina.

Ok. Torniamo alla realtà.

E’ giunto il momento di scrivere qualcosa di più profondo sul mio ultimo viaggio. Il più incredibile che abbia mai fatto.

Qualcosa su tutto ciò che mi porterò dentro dopo quest’avventura.

Questo è uno di quei post che scrivo più per me stessa, non tanto pensando a chi lo leggerà.

Un post romantico, possiamo definirlo così.

Tornare alla realtà.

Il drastico ritorno alla realtà è avvenuto da più di due settimane, ma ho avuto bisogno di tutti questi giorni per risistemarmi un pò.

La valigia l’ho disfatta immediatamente. Faccio sempre così.

Vederla lì sul pavimento  mi fa solo pensare al fatto che il viaggio sia finito.

Non riesco nemmeno a guardarla. Devo far sparire subito tutte le prove 🙂

Poi c’è stato il jet-lag più violento mai avuto: più di una settimana di notti insonni e risvegli disastrosi.

Per me che dormo anche in piedi è stato inaspettato.

Il tutto è stato condito da pasti senza senso perchè il mio appetito era come sparito.

(Sarà perchè in un mese ho mangiato quello che normalmente si mangia in un anno? Può essere.)

L’effetto più strano di questo viaggio però è stato il senso di irrequietezza. Una volta rientrata non mi sentivo più in grado di stare ferma in un posto solo.

Non avevo mai fatto un viaggio itinerante così lungo e devo dire che a tratti è stato stancante. Al punto che più volte verso la fine ho avuto voglia di tornare a casa. O per lo meno mi sentivo pronta.

Poi però torni e ti senti quasi in gabbia. Passare dallo spostarsi ogni due/tre giorni alla tua vita normale non è così immediato come pensavo.

Piacevoli effetti collaterali di un’avventura incredibile, chiamiamoli così.

Un viaggio così ti lascia sotto sopra.

La natura e quegli spazi infiniti.

33 giorni in viaggio in macchina, 21 stati attraversati e quasi 11.000 km percorsi.

E una consapevolezza: il più grande patrimonio di questo immenso paese sono la natura e lo spazio.

Dopo anni di viaggio negli States senza mai uscire dalle città, l’ho finalmente potuto constatare con i miei occhi.

La natura compare discreta appena si esce dalla prima città, quella da cui si è scelto di iniziare il coast to coast.

E da lì comincia ad accompagnarti.

Il paesaggio americano ha la capacità di cambiare radicalmente nello spazio di qualche miglio e di restare immutato per ore in alcuni tratti.

Un mondo intero che scorre fuori dal finestrino.

Poi ci sono gli spazi: un europeo difficilmente è abituato a vedere spazi così immensi. Noi italiani di certo non lo siamo.

In Italia passi da un paese all’altro, a volte senza nemmeno capire dove sia il confine. E’ tutto vicino, tutto raggiungibile.

Viaggiare on the road in America in certi momenti ti fa sentire da solo con lei. Con l’America, intendo.

Un viaggio così ti riempie il cuore e gli occhi.

Il cuore di gioia ed entusiasmo, gli occhi di bellezza.

Portarsi a casa le storie di tutti.

Prima di questo viaggio mi ero ripromessa di parlare il più possibile con chiunque avrei incontrato.

E l’ho fatto.

Non volevo sentirmi  ”di passaggio”. Volevo raccontare alle persone qualcosa di me, ascoltare le loro storie e portarmi a casa il ricordo di quelle conversazioni.

Cercherò di farlo sempre di più nei miei viaggi, perchè sempre di più mi sto rendendo conto che sono soprattutto le persone a rendere il viaggio una vera esperienza di arricchimento.

Non è sempre facile farlo, certe culture sono così lontane da noi.

In America secondo me è un pò più facile.

Gli americani sono generalmente curiosi e hanno quella capacità di entusiasmarsi a livelli per noi quasi incomprensibili.

E’ il loro modo di fare, a volte possono quasi risultare falsi. Io credo invece siano molto più spontanei e aperti di quel che sembra.

Più esci dalle città, più ti trovi in luoghi meno turistici, più le persone vorranno sapere che diavolo ci fai lì.

Quando poi gli dici che sei italiano e che stai facendo il coast to coast, si esaltano talmente tanto che devi per forza scambiarci due chiacchiere!

Loro ti raccontano un pò di sè, e per qualche ragione ti porti a casa quella chiacchierata.

I musei, i monumenti, certi luoghi si dimenticano, purtroppo. Il viso e la storia di qualcuno no.

Attraversare tutta l’America in macchina per me rappresentava un sogno.

E la gioia per averlo realizzato era talmente forte che penso di aver raccontato a chiunque il viaggio che stavamo facendo.

E ognuno ha gioito un pò con noi!

”That’s the way to do it!” mi ha detto Gene, proprietario di un bed and breakfast a Millersburg, Ohio.

Un viaggio così ti fa venire voglia di condividere ogni emozione con le persone che incontri.

La libertà e il senso di onnipotenza.

Attraversare tutta l’America ti fa sentire potente e libero. Infinitamente libero.

Alcune volte la tappa successiva sembra non arrivare mai.

Eppure stai guidando da ore, ormai dovrebbe essere vicina…e poi all’improvviso i cartelli, e uno skyline che prende forma piano piano all’orizzonte.

E ti senti come quelli che nei film americani mollano tutto e si mettono in viaggio verso una nuova città, in cerca di una nuova vita.

Sei un turista, ma dopo un pò di tempo in viaggio da un posto all’altro cominci a sentirti quasi un nomade.

Ogni nuova tappa è una nuova opportunità; un nuovo mondo da scoprire, nuove persone da incontrare.

Ti lasci alle spalle la tappa precedente a cuor leggero, senza rimpianti. Perché sai di avere così tanto da vedere.

Raggiungere ogni nuovo luogo ”con le tue forze” ti fa sentire potente.

Hai una macchina, il pieno di benzina, acqua e cibo, e strade che aspettano solo di essere percorse.

Che cosa può fermarti? (A parte la polizia, loro si!).

Un viaggio così racchiude quello che per me è il senso stesso del viaggio: non sentirsi appartenente a nessun luogo.

Non hai la sensazione di provenire da un posto in particolare. Sei in viaggio. Semplicemente.

Un viaggio così non può non entusiasmarti

Un viaggio così ti fa sentire orgoglioso di te stesso, e di chiunque lo stia facendo insieme a te.

Mi sento ancora un pò qua e un pò là, irrequieta, mi ritrovo a pensare a tutti quei posti, a quegli spazi immensi, a tutte le persone con cui ho chiacchierato, che mi hanno dato consigli, alle strade infinite che abbiamo percorso.

Più di ogni altra volta, mi sento come se un pezzetto di me non fosse mai tornato indietro.

Un viaggio così ti spettina.

E io mi sento spettinata.

Getmewings

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