Il mio incontro con Tony Wheeler all’Ulisse Fest

Quest’anno ho deciso di iniziare a frequentare più eventi dedicati ai viaggi.

E’ arrivato il momento per me e per Get Me Wings di uscire di casa e cominciare ad incontrare altri viaggiatori compulsivi.

Ho deciso che voglio passare più tempo con persone che come me vivono il viaggio quasi come un ”bisogno”.

Dopo tutto, che senso ha avere una passione se non cogli l’occasione per condividerla dal vivo con altre persone?

Con questo spirito lo scorso weekend ho deciso di partecipare all’Ulisse Fest a Rimini, la festa del viaggio organizzata da Lonely Planet.

Tre giorni di conferenze, incontri e workshop interamente dedicati al tema del viaggio, con ospiti da tutto il mondo.

Cosa si può volere di più?

Avrei voluto partecipare a tutti gli incontri. Mettere le tende a Rimini venerdì e restarci per tutto il weekend. Purtroppo non mi è stato possibile ma sono riuscita ad andare all’incontro con Tony Wheeler e gli autori Lonely Planet, forse il più atteso di tutta la manifestazione.

Tony Wheeler è noto a tutti come il fondatore di Lonely Planet, quindi chiaramente due cose sul mondo dei viaggi e dei viaggiatori le può raccontare.

E probabilmente potrebbe raccontare qualcosina anche su come si può riuscire a trasformare un viaggio in un business molto molto redditizio.

Nella sala del Cinema Fulgor di Rimini, splendida cornice dell’evento, c’era molto fermento per l’arrivo di questo signore inglese.

Alcuni blogger famosi, giornalisti, tante persone comuni che semplicemente viaggiano per il mondo. Molti di loro probabilmente lo fanno con una Lonely Planet sotto braccio. Compresa la sottoscritta, il più delle volte.

Qualcuno ha preso la parola e lo ha ringraziato per aver creato le guide Lonely Planet.

La cosa mi è sembrata sinceramente un pò naif.

Diciamo le cose come stanno: la guida Lonely Planet è diventata un brand, e in quanto tale è di moda.

Tutti le compriamo, molti le collezionano (si, lo faccio anch’io) ma non è un requisito minimo per fare un viaggio.

Sono anche abbastanza sicura che ci siano guide fatte meglio in giro. La Lonely Planet, nel mio caso, è anche responsabile di alcune cene non proprio ottime, e i suoi itinerari a piedi a volte mi hanno fatto perdere un sacco di tempo.

Insomma, si può viaggiare senza, e molto spesso sarebbe il caso di chiuderla e seguire il proprio istinto, fosse anche solo per evitare di trovarsi a cena in un ristorante con altri 50 italiani che si sono affidati alla LP per decidere dove mangiare.

Il punto è che Tony Wheeler non è il fondatore di Lonely Planet. Questo signore di 72 anni è stato ed è ancora oggi un grande viaggiatore.

Tony Wheeler mi è sembrato prima di tutto un grande sognatore. E questo è ciò che mi ha affascinato di più di lui.

Un ragazzo inglese che decide di partire con la moglie per raggiungere l’Australia via terra negli anni ’70 deve per forza essere un sognatore.

Deve per forza essere guidato da un irrefrenabile desiderio di avventura, di scoperta, dalla voglia di sfidare sè stesso e il mondo, dalla fame di storie da raccontare.

Deve per forza essere animato dal desiderio di vedere ”cos’altro c’è”, di andare oltre i confini della realtà che conosce.

Non credo sia partito con il progetto di fondare una casa editrice internazionale, credo sia partito guidato da questi sentimenti.

E credo che sia stato così piacevole ascoltarlo perchè quegli stessi sentimenti sono quelli che provo io, e come me la maggior parte delle persone che erano in sala ad ascoltarlo.

Sono i sentimenti che prova chi ama viaggiare davvero. Oggi viaggiare è relativamente semplice e sono molte le persone che lo fanno.

Penso che ognuno lo faccia per una ragione, e penso anche che molti lo facciano perchè in fondo viaggiare oggi è anche un pò di moda.

Per me viaggiare è libertà e scoperta. E’ stato così sin dai primi viaggi che feci da ragazzina.

L’altra sera all’Ulisse Fest ascoltare i racconti di Tony Wheeler in mezzo a tutte quelle persone è stato come essere circondata da gente che ti capisce perfettamente e la pensa come te, pur non conoscendoti. Una cosa che non succede quasi mai.

Tony Wheeler ha risposto alle domande di alcuni autori Lonely Planet e alle domande del pubblico. Sempre con un sorriso e una voglia di condivisione che si percepivano da lontano.

Poi è arrivato il momento della vendita dei suoi libri fuori dalla sala, i selfie, gli autografi…

Insomma, Tony Wheeler è una specie di superstar dei viaggi e come tale è stato accolto e trattato.

Tutti noi vogliamo poter dire di aver conosciuto qualcuno di famoso, non importa in quale ambito. Quindi la folla e l’emozione facevano parte dei giochi.

L’autografo ovviamente me lo sono fatto fare anche io, ma quello che mi sono portata a casa dalla serata non è stato il suo autografo, ma la sua risposta a una domanda molto diretta:

” Perchè viaggiamo?”

” Chi inizia a viaggiare lo fa quasi sempre per il semplice desiderio di vedere luoghi, luoghi che ha già visto in foto o di cui ha sentito parlare.

Andando avanti però, ti accorgi che i ricordi migliori sono legati agli incontri che hai fatto in viaggio. Alla fine non ti ricordi del campo base dell’Himalaya, ma degli sherpa nepalesi che ti hanno accompagnato.

Viaggiamo per incontrare le persone.

Ed è proprio così. Viaggiare mi piace così tanto perchè mi fa stare in mezzo a tante persone. Possibilmente tutte diverse tra loro e diverse da quelle che sono abituata a vedere normalmente.

E’ una sensazione che comincio ad avere sin da quando arrivo all’aeroporto.

Viaggiare mi riempie la vita perchè mi fa incontrare il mondo e mi fa sentire davvero parte di esso.

A volte capita che siano le parole di un’altra persona a farti capire davvero perchè ti senti spinta a fare qualcosa.

E a volte capita anche che quella persona sia Tony Wheeler 🙂

 

 

 

Getmewings

Getmewings

2 commenti

  • Ale
    14 giugno 2018 a 20:49

    Laura ti ho col fiato sospeso e con le mie vecchie ali sognanti aperte .
    Le tue semplici e scorrevoli parole sono come tempesta X chi ti legge , crei emozione

    • Getmewings
      Getmewings
      14 giugno 2018 a 22:22

      Grazie, cara Alessandra!!
      Mi emoziona sempre vedere commenti come questo sotto i miei post.
      Un abbraccio

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